17 settembre 2008 - 18:16
L'inglese è certamente la lingua franca, ma ciò non significa che la Germania abbia lasciato il tedesco al suo destino di lingua puramente nazionale, abbandonando per sempre l'ambizione di avere una Weltsprache, una lingua mondiale. Anzi: negli ultimi anni il Governo federale ha aumentato il bilancio messo a disposizione delle scuole tedesche all'estero e ha collaborato con il settore privato per l'apertura di università tedesche nel Paesi emergenti. Due eventi negli ultimi giorni hanno confermato questa tendenza. La settimana scorsa Angela Merkel è stata il primo cancelliere nella storia della Repubblica federale a visitare la sede del Goethe-Institut a Monaco (nella foto un momento del discorso). Ha parlato del fascino della lingua tedesca, difendendone il ruolo e criticandone l'eccesso di anglicismi. Nel frattempo, questa settimana si è tenuta a Köthen, nella Sassonia-Anhalt, una delle prime riunioni di una nuova associazione della lingua tedesca: la Neue Fruchtbringende Gesellschaft, nata sulla falsa riga della Società dei Carpofori della Weimar del Seicento, si è data il compito di difendere il tedesco, "lingua della cultura e della scienza, ufficiale e nazionale". In un libro recente (Hat Deutsch eine Zukunft? - Che futuro ha il tedesco?), Jutta Limbach, un ex presidente della Corte Costituzionale e dello stesso Goethe-Institut, ammette che a livello mondiale la partita è persa nei confronti dell'inglese o del cinese, ma sottolinea come il tedesco sia una lingua importante in Europa: il 32% dei cittadini dell'Unione parla tedesco, il 51% l'inglese, il 26% il francese e il 15% lo spagnolo.
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Categorie: GermaniE, Cultura, Economia, Politica